(PRIMASPORT) MANDALIKA – Si arrivava da un sabato disastroso per l’Aprilia, ma il weekend di Mandalika si conclude con la giornata più trionfale della storia del costruttore veneto nel Motomondiale. Il trionfo di Marco Bezzecchi nel Gran Premio d’Indonesia coincide infatti con la vittoria numero 300 per l’Italia nella classe maggiore. Una rivincita in piena regola per il romagnolo, che torna al successo 133 giorni dopo quello del Mugello quando dominava il campionato con addirittura 102 punti di vantaggio su Marc Marquez. Proprio il catalano è il grande sconfitto della giornata, sesto al traguardo con importanti problemi di gestione delle gomme e nuovamente superato in vetta alla classifica iridata da Jorge Martin. Quest’ultimo chiude terzo, tra le due moto del Team Trackhouse di Raul Fernandez (secondo) e Ai Ogura (quarto) i quali completano il trionfo della casa di Noale: mai nella storia avevano piazzato quattro moto ai primi quattro posti di una gara di MotoGP. (PRIMASPORT)
Che il Gran Premio d’Indonesia possa raccontare una storia molto diversa rispetto alla Sprint Race del giorno prima lo si intuisce sin dalla partenza: Fernandez e Bezzecchi, incidentati al sabato, stavolta battagliano ma senza prendersi rischi e si involano davanti a tutti. Marquez resiste e conquista il terzo posto su Di Giannantonio, seguito da Aldeguer e da un apparentemente opaco Martin solo sesto. Già il passaggio successivo mischia le prime carte con Aldeguer che finisce nella ghiaia e Martin bravo a passare Di Giannantonio portandosi quindi all’immediato inseguimento di Marquez, che improvvisamente al terzo giro perde un secondo tutto in una volta cedendo la terza posizione al grande rivale per il titolo. Il giro che cambia per sempre il weekend della Ducati è però il 7: in pochi secondi arrivano l’ennesimo ritiro di Bagnaia e il sorpasso di uno scatenato Acosta su Marquez sempre più in difficoltà. Il quinto posto del catalano ha un peso specifico enorme, permettendo a Martin di sopravanzarlo nuovamente in classifica anche se di un solo punticino.
Mentre le prime tre posizioni appaiono congelate, la costante battaglia per il quarto posto continua a cambiare i vertici del mondiale piloti come uno yo-yo impazzito: sia Marquez che Acosta devono gestire la pressione delle gomme e si scambiano ben quattro volte la posizione tra il tredicesimo e il ventesimo giro. Ma quando il catalano della Ducati è avanti, anche in classifica torna a precedere Martin di un punto, quando il connazionale della KTM lo supera è il pilota Aprilia a tornare a comandare la classifica. Il sorpasso decisivo è proprio quello del giro 20, a cui la Desmosedici non riesce proprio a reagire. Anzi, al passaggio successivo sotto il traguardo deve cedere anche la quinta posizione al rimontante Ogura ritrovandosi sesto e a -2: non riuscirà più a scrollarsi di lì fino alla bandiera a scacchi. Nel frattempo torna a illuminarsi la gara di Bezzecchi, che al 19esimo giro sorpassa finalmente Fernandez (pesantemente condizionato a fine gara dai postumi della frattura a un dito) e al successivo traguardo si è già preso un vantaggio di addirittura un secondo e mezzo: chiuderà addirittura a +4.260 e il suo successo lo riporta a -46 punti dal leader della classifica, che come detto torna ora ad essere il compagno di squadra Martin. Ma nei box Trackhouse non ci si può affatto lamentare: la rimonta di Ogura non è ancora finita e al terzultimo giro culmina nel sorpasso su Acosta che vale la quarta posizione finale. Uno scenario da sogno per l’Aprilia, mentre la Ducati si lecca le ferite: il pendolo del mondiale sembra nuovamente cambiato dopo una domenica di Mandalika dove nessuno avrebbe immaginato di vedere i valori delle due case italiane così lontani tra loro.
