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Marc Marquez batte le Aprilia a Motegi, quarto Enea Bastianini

(PRIMASPORT) MOTEGI – La rincorsa prosegue, e la sensazione è che stia arrivando sempre più al suo compimento. Marc Marquez si conferma anche a Motegi e vince il Gran Premio del Giappone battendo il diretto rivale al titolo Jorge Martin, che prova a lottare con la Ducati del connazionale ma dopo una prestazione comunque di livello si vede superato in pista e ulteriormente avvicinato in classifica dal formidabile catalano della Ducati. I due sono ora separati da appena 2 punti, ma è la Desmosedici numero 93 ad avere il vento in poppa con il sorpasso iridato ormai a un tiro di schioppo. Completa il podio Marco Bezzecchi, la cui Aprilia solo nel primo terzo di gara tiene botta rispetto ai due capofila, e anzi deve difendersi nel finale da un rinato Enea Bastianini che riscrive la storia del circuito nipponico con un giro record dopo l’altro e deve però accontentarsi di portare la sua KTM al quarto posto al traguardo.

Rispetto al sabato, Motegi cambia faccia in diversi aspetti. Il primo è il meteo: pesanti nuvoloni minacciano pioggia nelle due ore precedenti alla gara, risparmiando però questa ulteriore difficoltà ai piloti quando arriva il momento di correre. Un’altra grande novità è decisa invece dalla direzione gara, che impone il divieto della soft al posteriore dopo i seri problemi di usura denunciati da Martin e Bagnaia nel finale della Sprint Race. Completamente diversa è inoltre la partenza, molto pulita dopo la carambola innescata ieri da Alex Marquez. E infine lo scatto di Martin, che stavolta non si lascia ingannare da Marc Marquez e conserva la vetta della gara. Una posizione importante, che gli garantirebbe un +12 in classifica, ma che non dura a lungo.

Dopo una prima fase in cui è Martin a imporre al Gran Premio del Giappone un ritmo forsennato, con Bezzecchi terzo che addirittura sembra in grado di acciuffare il secondo posto, Marc Marquez rompe gli indugi al sesto giro riportandosi negli scarichi del leader della gara. L’Aprilia sembra inattaccabile in frazione e nelle frenate brusche, così il sorpasso deve per forza di cose arrivare con un colpo di classe del campione del mondo in carica: un attacco tanto coraggioso quanto efficace in una curva più lenta come la 9. È la manovra del giorno, arriva all’undicesimo giro e potrebbe pesare tantissimo nella corsa al titolo: Martin prova invano a replicarla nel giro successivo, ma Marquez chiude tutte le porte e poi scappa via vincendo ancora una volta in carrozza. E ora la vetta del campionato dista 2 soli punticini.

Scala invece a -49 Marco Bezzecchi, che dopo aver provato a insidiare i primi due deve difendersi da chi lo insegue: è Bastianini, che dopo la beffa del podio perso nella Sprint Race per aver superato i limiti della pista all’ultimo giro prova a rifarsi alla domenica. Sesto al primo giro, il portacolori del Team Tech3 sopravanza Acosta già nel passaggio successivo ma soprattutto ritrova la sua tradizionale verve nelle fasi conclusive di gara. I suoi ultimi quattro passaggi sotto il traguardo gli valgono infatti altrettanti giri record di Motegi, con il conclusivo e fenomenale 1:43.041 che entra quindi negli almanacchi della MotoGP. Alla fine il podio sfuma di appena 78 millesimi di secondo, ma il Motomondiale ha ritrovato un grande protagonista. Dispersi per un giorno sono invece Alex Marquez, alla seconda caduta in un solo weekend, Pecco Bagnaia che chiude in un’ottava posizione che non può certo accontentarlo mentre il suo compagno di box domina, e soprattutto Fabio Di Giannantonio. Ancora condizionato dalla botta della Sprint Race, il romano termina addirittura diciottesimo e fuori dei punti. E pensare che in primavera sembrava lui il pilota più ispirato dell’intero lotto Ducati: altri tempi. (PRIMASPORT)

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