(PRIMASPORT) MILANO – In 10 contro 11, l’Inter conquista i primi punti della sua Champions League battendo a San Siro lo Shakhtar Donetsk per 1-0. Decisivo il gol messo a segno al 77’ da Carlos Augusto, impeccabile nel finalizzare un perfetto contropiede con un controllo da manuale del pallone su lancio in avanti di Mkhitaryan. Schierato inizialmente da Chivu come braccetto sinistro, Carlo Augusto è passato a fare il quinto di centrocampo diventando protagonista del match. Non lo è stato certamente, per palese ingenuità, Alessandro Bastoni che si è fatto ammonire al 66’ e ha preso il secondo cartellino giallo al 68’ per una spinta a un avversario in area. Per 60 minuti l’Inter non ha reso, Chivu è ricorso ai cambi e, dopo il pasticcio di Bastoni, ha avvicendato Bonny con Mkhitaryan. Mossa decisiva. Dopo l’assist per Carlos Augusto, Mkhitaryan ha sprecato l’occasione per raddoppiare. Nel finale, l’Inter deve molto al portiere Martinez che con due interventi decisivi ha impedito allo Shakthar di pareggiare. Risolta una partita complicata proprio nel momento più difficile.
“Abbiamo avuto un buon approccio poi ci è venuta un po’ di preoccupazione – ha commentato Chivu – Penso che le sconfitte in Champions abbiano lasciato tracce, ci serviva una partita seria e organizzata dopo un primo tempo complesso, i tre cambi hanno dato entusiasmo ed energia, in dieci abbiamo fatto vedere che sappiamo soffrire alzando livello di attenzione ed energia. Quando rimani in dieci non è mai semplice, già era difficile riconquistare la palla in 11: ci siamo rimboccati le maniche, fatto qualche corsa in più, qualche corsa diversa alzando il livello di responsabilità e di energia. I ragazzi ci tenevano, spero che questa partita ridia fiducia e entusiasmo per i prossimi impegni in Europa. Io tengo a tutti i miei portieri, sono bravissimi e non posso essere drastico nell’esprimere verdetti per errori: il portiere viene sempre messo in prima pagina, ma il mio compito è dare serenità e fiducia, a Pepo così come agli altri, c’è bisogno sempre di tutti e a volte di aver pazienza. Mkhitaryan ha esperienza ed energia che sono da esempio per tutti per come si allena e come si comporta, ma voglio premiare tutti, anche chi non è entrato: penso a Pio, in dieci ci serviva più profondità e abbiamo deciso di tenere in campo Marcus, oggi siamo stanchi perché ci tenevamo a vincerla anche senza esprimere un bel gioco, è un successo che vale tanto”. (PRIMASPORT)
