Il nostro sito web utilizza i cookie per migliorare e personalizzare la tua esperienza e per mostrare eventuali annunci pubblicitari. Il nostro sito può includere anche cookie di terze parti, come Google Adsense, Google Analytics e YouTube. Utilizzando il sito web, acconsenti all’uso dei cookie.

MotoGP in Malesia: Jorge Martin tenta il miracolo, Marquez e Bezzecchi giocano in difesa

(PRIMASPORT) SEPANG – Meno di una settimana dopo, il campionato di MotoGP potrebbe clamorosamente rivelarsi meno blindato di quanto apparisse dopo i pesantissimi esiti della Sprint Race di Phillip Island. Sabato scorso Jorge Martin ha rimediato la frattura del radio distale del braccio destro, dovendo saltare il Gran Premio d’Australia poi non disputato dall’intera MotoGP per avverse condizioni meteorologiche. Ora, a pochi giorni dall’infortunio al braccio, lo spagnolo ha ottenuto il via libera per disputare almeno le prove libere del venerdì per valutare la possibilità di correre il Gran Premio della Malesia che lo vede in ritardo di 10 punti dal leader del mondiale Marc Marquez. Un recupero che qualora si concretizzasse non sarebbe un’eresia definire prodigioso, e che riapre il duello iridato tra Ducati e Aprilia. Una battaglia di cui intendono ancora essere grandi protagonisti anche Marco Bezzecchi e Alex, fratello del campione del mondo in carica che comanda anche la classifica del campionato 2026 dopo un recupero finora inarrestabile. (PRIMASPORT)

In casa Aprilia, tuttavia, ogni discorso cammina finora su un sottilissimo filo che separa speranza e determinazione dall’indispensabile cautela del caso. «Mi sto assumendo tantissimi rischi – ha ammesso Martin ai microfoni della redazione spagnola di DAZN -. Un’ulteriore caduta o anche una semplice mossa sbagliata potrebbero portare alla frattura completa dell’osso. Sono disposto a provarci, ma devo innanzitutto capire se posso sopportare il dolore. Parliamoci chiaro, sono qui a Sepang per provare. Si tratta di un test. Ho basse aspettative, ma è una decisione che devo prendere per capire se posso ancora lottare per il mondiale. Sono qui solo perché in ballo c’è un titolo, in caso contrario sarei rimasto per un mese a casa con il gesso e sarei tornato solo a Portimao». «Il suo incidente è avvenuto appena sei giorni fa, e Jorge ci sta dimostrando il suo spirito da combattente – ha osservato il Racing Manager della casa di Noale, Paolo Bonora -. Sta soffrendo molto e vederlo qui è qualcosa di speciale. Non sarà facile per lui, ma a ritenerlo idoneo è stata l’equipe medica. Quindi ci proverà, certamente lo farà non prendendosi nessun rischio inutile. Noi non lo stiamo spingendo in nessun modo a forzare». Casomai in squadra è Bezzecchi a dover puntare a un prepotente ritorno ad altissimi vertici. «Il distacco in classifica che ho da Marquez è un limite, ma se voglio restare in lizza per il titolo devo fare più punti possibile rispetto a lui. Darò il massimo in ogni sessione, nelle gare può succedere di tutto e 50 punti di ritardo sono tanti. Sono felice che ci sia Martin, al suo posto avremmo preso la stessa decisione anche io e Marc. Ora però non voglio avere pensieri troppo grandi, voglio correre e vedere come va senza fissare eccessivamente in alto le aspettative», ha garantito il riminese.

Chi potenzialmente ha tutto da perdere è quindi il grande favorito del Gran Premio della Malesia, che pure in carriera si è aggiudicato appena due volte in MotoGP (e la più recente risale al lontano 2018). Si tratta di Marc Marquez, che per la prima volta quest’anno inizia un weekend di gara da capolista solitario della classifica ma preferisce ancora volare basso: «In questa fase della stagione bisogna rischiare, se non l’avessi fatto non avrei vinto nemmeno in Australia. Scenderò in pista con la stessa mentalità di sempre, a quel punto vedremo come siamo messi nel confronto con le Aprilia. Mi fa molto piacere che Martin ci sarà ma non mi stupisce, i piloti ci provano sempre. E se gli hanno dato il via libera, immagino che stia bene e che andrà pure veloce». E in casa Ducati sembra esserci spazio per un’ulteriore variabile, il sostegno in gara del fratello Alex Marquez che pur correndo per un altro team (quello che porta il nome di Fausto Gresini) nella domenica di Phillip Island ha dato l’impressione di non volerlo attaccare per la vittoria. Una lettura che però il figlio maggiore della famiglia di Cervera ha voluto smentire, ma fino a un certo punto: «Cercheremo entrambi di vincere. Poi quando si corre tutti sanno ciò che devono fare, e in certi casi tra fratelli non c’è bisogno di parlare».

Autore

Resta aggiornato con PrimaSport. Aggiungici come fonte preferita su Google per vedere più spesso le nostre notizie tra le Notizie principali.