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Marc Marquez tra il match point mondiale e la voglia di essere altrove, la Yamaha diserta il Qatar

(PRIMASPORT) LUSAIL – C’è un match point mondiale, c’è un tentativo in extremis per recuperarlo, c’è un grande deluso che cerca il riscatto. Ma il weekend che vedrà la MotoGP fare ritorno a Lusail per il Gran Premio del Qatar si avvicina all’insegna delle infinite polemiche per la delicatissima situazione geopolitica che interessa Medio Oriente e Golfo Persico in questi mesi e queste settimane. Le conseguenze non sono di poco conto: la Yamaha ha deciso di non presentarsi nemmeno all’autodromo, mentre il campione in pectore Marc Marquez ha ammesso la propria riluttanza nel prendere parte all’appuntamento iridato che pure potrebbe rivelarsi storico per lui. (PRIMASPORT)

«A dire il vero, preferirei trovarmi da un’altra parte. Non a caso sono arrivato a Doha con l’ultimo aereo disponibile, e anche domenica andrò via con il primo che potrò – ha candidamente ammesso Marquez, che a Lusail deve conquistare 30 punti più di Jorge Martin e 8 più di Marco Bezzecchi per confermarsi campione del mondo -. Il Qatar non è il posto migliore per festeggiare un titolo, noi piloti latini preferiamo Portimao o Valencia. Faremo comunque il massimo per raccogliere più punti possibili. Conosco i calcoli, li ho già fatti e dubito in ogni caso che il titolo arrivi già qui. Dovrebbero succedere diverse cose tutte insieme, in Aprilia hanno già perso tanti punti quest’anno, noi correremo con l’approccio mentale di sempre». Un «noi» che comprende Pecco Bagnaia, fortemente determinato a regalarsi un ultimo squillo in sella alla moto che lo ha reso due volte campione del mondo. «Questo tracciato è tra i migliori per la Ducati e a me è sempre piaciuto molto. Dovrei avere meno problemi di grip come è successo già a Brno, siamo motivati a fare meglio rispetto a Sepang. Un buon fine settimana ci può risollevare l’umore, ma un finale degno non riguarda solo il risultato. Ciò che abbiamo ottenuto in questi anni non potrà mai essere cancellato da nessuno».

Chi ci riproverà, dopo il passo falso della Malesia, era e resta Jorge Martin. Il programma sarà lo stesso di Sepang, con il via libera a prendere parte alle prime prove libere e la decisione finale che arriverà strada facendo. Lo spagnolo, però, non ha nel mirino la sola prospettiva di salutare Lusail con il campionato ancora aperto: «Non voglio ritardare la festa di Marquez, il mio obiettivo è restare in lizza per il titolo fino all’ultima gara di Valencia. Ormai il mondiale è in mano a Marc, può vincerlo o perderlo solo lui. Io sto molto meglio, il mio rientro stavolta non è forzato e ci devo provare. Ho fatto bene a fermarmi settimana scorsa, ma ora voglio continuare a lottare per il campionato e farò tutto il possibile per riuscirci». E nonostante parta da ancora più lontano, vuole crederci anche Bezzecchi: «Mancano tre gare alla fine e il distacco è ampio. Non sarà facile, ma andrò più forte che posso per provare a tenere viva la lotta». Ad autoescludersi dalla lotta è invece la Yamaha, contraria a prendere parte all’intero weekend del Gran Premio del Qatar per questioni di sicurezza: una scelta che potrebbe portare la FIM a sanzionare i team della casa di Iwata, con possibili multe e forse anche provvedimenti disciplinari. Ma questa decisione rappresenta la migliore cartina al tornasole possibile dell’umore di squadre e piloti nella loro marcia di avvicinamento a una tre giorni in pista che tanti di loro avrebbero voluto vivere altrove. E, forse, in alternativa non vivere proprio.

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