(PRIMASPORT) SAN PAOLO – San Paolo, cioè il Brasile, cioè Ayrton Senna. Questo il luogo che vedrà nel weekend il primo appuntamento iridato con Andrea Kimi Antonelli in pista da campione del mondo. E non poteva esserci coincidenza più felice, per un fuoriclasse ormai conclamato che però ancora non ha rinunciato ai suoi panni di ragazzo poco più che ventenne ancora innamoratissimo del mondo dei motori e dei suoi eroi. Tra loro spicca proprio il compianto tricampeão paulista che già è stato onorato con la scelta del numero 12 e al centro di diversi pensieri e iniziative del freschissimo sovrano della Formula 1. Ma a Interlagos si assegnano anche punti importantissimi per il secondo posto iridato, sempre più nel mirino di un pienamente recuperato Max Verstappen, e potenzialmente decisivi per il mondiale costruttore. Che la Mercedes potrebbe fare aritmeticamente suo, a discapito di una Ferrari dilaniata dalle polemiche tra Lewis Hamilton e il fresco papà Charles Leclerc.
Antonelli a casa di Senna è una delle più gustose coincidenze del weekend, talmente grossa che se fosse stata decisa a tavolino dagli autori di «Drive to Survive» la critica avrebbe urlato all’eccesso di leziosità. Sta di fatto che Kimi ha già annunciato di voler correre anche nel 2027 con il numero 12 già scelto in tributo ad Ayrton e di rinunciare all’iconico 1 avendo l’intenzione di continuare ad imparare e crescere in pista. Nel frattempo si è già seduto al volante della Lotus pilotata nel 1986 dal suo idolo, è stato ospite della sua famiglia e ha presentato lo speciale casco che indosserà a Interlagos: il dominante colore giallo-oro e le due bande orizzontali verde e blu sono inconfondibili all’occhio di qualsiasi appassionato di F1. «Lui è il mio eroe, un pilota incredibile e un talento fuori dal comune. Vorrei tanto vincere qui, nella terra del mio idolo, ed è stupendo il sostegno che il Brasile mi sta riservando. Hanno una passione straordinaria, spero di riuscire a portare avanti l’eredità di Ayrton. Mi ispirerò per sempre a lui», ha dichiarato il campioncino bolognese dopo aver visitato la tomba dell’indimenticabile Ayrton al Cimitero di Morumbi.
Tra i suoi principali sostenitori resta in primissima fila Max Verstappen, che anche all’arrivo a Interlagos ha detto di lui: «Antonelli è un ragazzo normalissimo, di grande umiltà. Credo che essere diventato campione del mondo non lo cambierà. Vincere il titolo è qualcosa di assolutamente speciale, anche se ti riempie di impegni e questo non è sempre il massimo della vita. Ma sei felicissimo per tutto il tempo, anche Kimi lo è e fa benissimo». L’olandese della Red Bull vuole però proseguire il suo filotto di vittorie anche al Gran Premio di San Paolo: «Le big sono tutte vicine, e come al solito anche il meteo potrà cambiare le carte. Amo sempre guidare qui, spesso ci sono gare pazzesche e grandi rimonte. Noi cercheremo di battere tutti anche qui, visto che il Brasile è ormai parte della mia famiglia. Sono contento che la squadra non abbia mollato nelle difficoltà, ora siamo davvero forti». Su un tracciato che nel corso degli anni ha regalato gioie immense e dolori lancinanti sia alla Ferrari che a Lewis Hamilton, entrambi cercano il riscatto dopo il Messico. Ma con l’inglese che ha il dente ancora avvelenato: «Ancora non ne abbiamo parlato, ma sono ancora frustrato. Potevamo vincere, fare doppietta, e non ci siamo riusciti. Dobbiamo lavorare perché non succeda più, anche se non posso dire più di tanto. Ma se ci fate caso, anche ai tempi di Vettel e Sainz sono successe cose simili». Il riferimento è chiaramente all’aggressività di Leclerc, partito in ritardo da Monte Carlo per la nascita della sua primogenita Bianca. Nella mattinata di venerdì sarà Dino Beganovic a salire in macchina al suo posto, per il momento a Maranello si accontentano di aver portato a casa una giornata in cui le frecciate pubbliche e incrociate tra i suoi due piloti sono andate in una sola direzione. Al momento sembra complicato ambire a qualcosa di meglio. (PRIMASPORT)
