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Atalanta chiamata a giocare secondo Sarri e libera da vincoli

(PRIMASPORT) BERGAMO – E’ arrivato il momento di giocare a calcio, con la testa libera e l’occhio sempre alla palla. Può essere riassunta così la chiacchierata che Maurizio Sarri ha intrattenuto con le redazioni dei quotidiani cartacei bergamaschi sul percorso di crescita dell’Atalanta. Sarri non vuole che per i calciatori il tempo necessario a mettere in pratica i suoi schemi diventi un alibi rispetto ai risultati attesi. Pure ammettendo che rispetto alle prime partite, da cui sono arrivati 6 punti, la squadra abbia alzato il baricentro di venti metri e marcato più supremazia territoriale e possesso palla. Che però non si sono tradotti in gol. A conti fatti, l’Atalanta ha segnato meno di quanto avrebbe dovuto e potuto ed è riuscita a limitare le reti al passivo grazie a super Carnesecchi. Sarri fa capire che il suo compito è portare la squadra a ridosso degli ultimi 25 metri, dove serve maggiore incisività e trovino spazio le iniziative individuali per mirare la porta. Insomma, meno staticità e passaggi laterali, abbandonare la zolla per dare dinamismo alla manovra. E’ la filosofia del gioco a zona, dove conta riuscire ad interpretare le situazioni e trarne vantaggio. E’ quanto racconta la storia di Sarri, dai tempi del Napoli in tandem Giuntoli come ora all’Atalanta, passando per Juventus, Chelsea e Lazio. Situazioni e tempi di risposta diversi. A Bergamo in pochi mesi, e con il gap di non potere disporre subito di tanti calciatori che hanno disputato il campionato del mondo, è stato fatto un grande lavoro di trasformazione, considerata l’abitudine a giocare per un decennio con la difesa a tre. Sarri assicura che i suoi calciatori hanno recepito schemi e movimenti, si tratta di metterli in atto liberandosi da vincoli concettuali che finora hanno impedito di rendere il gioco efficace e produttivo in avanti. Dalla lunga pausa per gli impegni delle Nazionali, Sarri raccoglie note positive come il ritorno al gol di Scamacca, sulla cui prolificità conta molto, e le prestazioni di De Ketelaere, schierato nel Belgio come vertice offensivo, posizione doppiamente occupata nell’Atalanta considerando l’apporto di Krstovic. Da Scalvini, che ha fatto molto bene in maglia azzurra, si aspetta una crescita importante anche in termini di personalità. Grandi aspettative anche da Rowe, che spera porti scompiglio nelle difese avversarie. L’Atalanta riparte con un giorno in più a disposizione per preparare la partita con il Venezia, posticipo di lunedì 12 e con la dozzina di giocatori di rientro dagli impegni con le rispettive Nazionali. Poi, fino all’8 novembre, 9 partite di seguito. In pratica, si gioca ogni tre giorni e le partite stesse diventano occasione per correggere le situazioni che normalmente si mettono a punto in allenamento. C’è la difesa in emergenza: disponibili i soli centrali Scalvini e Kristensen, in attesa di riavere Kossounou e Hien, con Obric eventuale alternativa o l’esperto Kolasinac pronto a calarsi nel ruolo se necessario. E’ un’Atalanta che prevede il vertice basso di centrocampo, nella fattispecie Gaetano su cui Sarri conta molto, ma che potrebbe vedere mutato il 4-3-3- in 4-2-3-1, vista l’abbondanza di trequartisti. L’allenatore non lo esclude, anche dall’inizio. Dipende dalle situazioni e dalla tattica dell’avversario. Senza nel segno del sarrismo. Che ha trovato accoglienza in una piazza e una società portate ad esempio nel panorama calcistico nazionale ed europeo. (PRIMASPORT)

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