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Marc Marquez domina il sabato del Sachsenring, caduta e frattura per Bezzecchi

La sensazione è che il vento sia cambiato in maniera radicale, concentrandosi senza pietà su un pilota che aveva sostanzialmente il campionato in mano fino alla primavera e su cui si è nel frattempo accanita una spietata nube di iella. Marco Bezzecchi finisce anche il weekend del Gran Premio di Germania prima ancora che si assegnassero punti, con una rovinosa caduta nelle qualifiche del Sachsenring dalle conseguenze pesanti: frattura scomposta di una clavicola. Nel frattempo, su una delle piste che più ama nell’intero calendario della MotoGP, Marc Marquez si prende la nona pole position in carriera sul tracciato della Sassonia (record per l’era moderna) e la vittoria in una soporifera Sprint Race. Che però mescola ulteriormente le acque in vetta alla classifica mondiale.

Quasi irreale andare infatti a scorrere la situazione del 31 maggio, al termine del Gran Premio d’Italia, e confrontarla con quella odierna. Dopo la vittoria al Mugello, la quarta stagionale dopo le tre consecutive di inizio stagione che avevano confezionato un nuovo record e la fuga in campionato, Bezzecchi dominava la MotoGP con 17 punti di vantaggio sul compagno Jorge Martin, 39 su Fabio Di Giannantonio, 81 su Ai Ogura e addirittura 102 su Marc Marquez. Da allora l’inferno: in quattro appuntamenti iridati il romagnolo ha solo raccolto le briciole nei sabati di Ungheria e Olanda, per il resto mettendo a referto un quadruplo 0 a causa di due pesanti ritiri e la squalifica di Brno. Ora, con il Gran Premio di Germania vero e proprio ancora da correre, si ritrova secondo a -11 da Martin, mentre Di Giannantonio lo segue ad appena 2 punti di distanza, Ogura è dietro solo di 12, Marquez di 21.

Sembra quindi quasi un toccasana la pausa estiva di tre settimane che la MotoGP si prenderà dopo il Sachsenring. Si tornerà in pista solo tra quattro, al Gran Premio di Silverstone, quando si prevede che il «Bez» abbia recuperato la forma fisica e – auspicabilmente – ripulito la mente. Come ad Assen, anche al Sachsenring la caduta è stata paurosa, spettacolare e anche pericolosa: un high side alla velocità di 140 km/h nell’insidiosa curva 7. A riassumerne le conseguenze, un comunicato Aprilia: «In seguito alla caduta, Marco Bezzecchi è stato trasportato al centro medico del circuito dove è stato sottoposto a un esame radiografico che ha evidenziato una frattura completa e scomposta della clavicola sinistra. Il tipo di frattura richiede un intervento chirurgico per garantire il miglior recupero possibile, che sarà eseguito in Italia dal dottor Giuseppe Porcellini. Marco Bezzecchi prevede di rientrare in Italia il prima possibile». Ossia già nel pomeriggio di sabato 11 luglio, con l’obiettivo di operarsi addirittura domenica 12 mattina. In Gran Bretagna, salvo clamorosi imprevisti, ci sarà.

E dire che la successiva Sprint Race sembra andare nelle migliori direzioni possibili per Bezzecchi, date le circostanze. Martin, il più diretto rivale al titolo, soffre soprattutto con l’anteriore della sua Aprilia ed è opaco per l’intera gara. La chiude al sesto posto, precedendo tra i big in pista solo un Pecco Bagnaia che per qualche giro prova anche ad ostacolarlo. Davanti a lui le due Trackhouse, che si confermano le moto più in forma della casa di Noale nelle ultime settimane, e soprattutto tre redivive Ducati. Sono quelle di Marc Marquez, il fratello Alex e Di Giannantonio, che trascorrono quasi tutti i 15 giri previsti uno in coda all’altro senza mai realmente attaccarsi tra di loro. Un trenino di grande prudenza, in una MotoGP che nelle ultime settimane ha vissuto fin troppi incidenti rovinosi, ma che certamente azzera lo spettacolo e anche la tensione per ulteriori smottamenti in classifica.

Da questo punto di vista, a motori spenti, proprio Marc Marquez non si nasconde: «Alex stava spingendo molto forte, l’ho visto vicinissimo anche all’ultimo giro. Io ho cercato di mantenere un passo costante, ma anche così lui recuperava qualcosina fino ai metri conclusivi. Vedremo come andrà domani con la gomma media, cercheremo di gestire ancora meglio la situazione». Ancora più esplicito Di Giannantonio: «L’obiettivo era salire sul podio e fare più punti possibili. Ogni punto conta. All’inizio ho dovuto superare Ogura, perché aveva un passo migliore del mio. Forse alla fine ero anche più veloce di Alex, ma qui al Sachsenring è molto difficile trovare l’aria pulita e poi sorpassare. Per cui gli ultimi due giri sono stati davvero complicati e mi sono accontentato». Parole di chi sa di essere in piena corsa per il titolo: Martin lo vede ora a soli 13 punti di distanza, con Ogura (quarto e di gran lunga il più ispirato centauro Aprilia) a 23 e Marquez a 32. Bezzecchi, che da +17 è finito a -11, è per ora costretto a guardare da lontano e masticare amaro.

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