(PRIMASPORT) MANDALIKA – La lotta al mondiale MotoGP è serrata come non mai dopo Motegi, appuntamento iridato in cui Marc Marquez si è riportato a due soli punti di distacco dal leader iridato Jorge Martin. Ma il fine settimana prevede un ritorno in pista che potrebbe inquietare non poco il catalano della Ducati: si corre infatti il Gran Premio dell’Indonesia, lo stesso che nel 2025 provocò a lui e Marco Bezzecchi l’incidente e il conseguente infortunio che ha pesantemente condizionato entrambi per buona parte di quest’anno. Ma a Mandalika buona parte dell’attenzione generale si concentra invece sul futuro: in particolare sul nuovo format delle qualifiche che sembra scontentare praticamente tutti. Anche se Pecco Bagnaia apre un’altra ferita tanto palese quanto invisibile agli occhi di molti.
Come la Formula 1, infatti, anche la MotoGP avrà dal 2027 le qualifiche per la Sprint Race separate da quelle del Gran Premio domenicale. La grande differenza sta però nel fatto che ogni weekend di corsa presenta la doppia gara, aspetto che ha mandato su tutte le furie chi in pista ci dovrà scendere. Tra i più severi Pedro Acosta («Le nostre carriere si accorceranno, ma noi piloti non ci possiamo fare niente. Non abbiamo scelta né voce in capitolo»), con Marc Marquez allineato con il giudizio del suo futuro compagno di squadra in Ducati. «Ha assolutamente ragione. E considerate anche che la mia carriera è quasi finita già di per sé. Il programma attuale sarebbe già abbastanza, ma noi non decidiamo e anzi dobbiamo anche restare zitti. Sarebbe interessante capire quale sia il principale obiettivo dietro questa novità». Durissimo, ma con i colleghi, è invece Bagnaia: «Abbiamo discusso di questo cambiamento nella Safety Commission di Motegi, dove eravamo solo in quattro. Ed è sempre così. Fossimo stati in venti avremmo potuto cambiare qualcosa». In mezzo tra i due si colloca Martin: «Io sono d’accordo con Marc, perché le cose stanno come dice lui. Certo però che finché non saremo uniti non potremo mai farci niente».
Quasi in secondo piano passa quindi un’accesissima lotta iridata, anche per i costruttori dato che Aprilia e Ducati sono al momento incredibilmente appaiate in classifica. «A Mandalika non ho concluso nemmeno una gara negli ultimi quattro anni, ma quest’anno vorrei avvicinarmi il più possibile ai 37 punti. Poi magari ne arriveranno 30, 20 o addirittura 10. Ma devo per forza puntare in alto se voglio restare in corsa per il titolo. Anche perché questa pista mi piace molto di più rispetto a Silverstone o Assen», ha affermato Marquez. «In gioco ci sono parecchi fattori – gli ha fatto eco Martin -. In Ducati non sono sprovveduti, sicuramente avranno trovato un modo per risolvere i loro problemi con le gomme. Questo circuito è davvero impegnativo, sia per le moto che per i piloti, ma la nostra fiducia è alta e penso che alla fine una vittoria arriverà. Se poi dovessi restare in testa alla classifica con un solo successo all’attivo, ci metto la firma». Outsider e scheggia impazzita resta Bezzecchi, che pur trovandosi a -49 e -47 dai due rivali spagnoli non abbassa la guardia: «Sono un po’ indietro, ma questo significa che loro hanno più pressione. Farò del mio meglio, voglio provare a restare in lotta anche per il campionato». Magari dimenticando quel botto del 2025 che ha generato tanti problemi nell’ultimo anno quasi esatto. (PRIMASPORT)
