Il destino era dietro l’angolo per Lewis Hamilton, ma gli è sfuggito dalle mani due volte in pochi secondi in pista. Anche se, nel concreto, la seconda beffa ci ha messo circa due ore per concretizzarsi. Il sette volte campione del mondo ha accarezzato la possibilità di regalarsi la decima pole position sul circuito amico dell’Hungaroring (un record assoluto e senza precedenti in Formula 1), regalando alla Ferrari la prima partenza davanti a tutti dopo che per 10 volte consecutive da inizio stagione ci era riuscita la sola Mercedes. E invece a comandare la griglia del Gran Premio d’Ungheria sarà la McLaren di Lando Norris, capace in pista di fermare i cronometri sul tempo di 1:17.207 battendo il blasonato connazionale di appena 12 millesimi. Ma non è finita, perché la qualifica sul tortuoso circuito magiaro è condizionata da un finale thrilling che ha come conseguenza una penalità per il numero 44: retrocesso di tre posizioni, si dovrà accontentare della quinta piazza. In prima fila sale l’altra Rossa, quella di Charles Leclerc.
Una colossale delusione per il Cavallino, consapevole di avere la grande occasione di presentarsi per la prima volta nel 2026 su una pista in cui era la grande favorita del sabato. E il cronometro lo dimostra, con una variabile che però a Maranello non avevano considerato: la grande crescita della McLaren nelle curve ad ampio raggio, proprio mentre la SF-26 è diventata la migliore del lotto su quelle più lente. E infatti l’exploit di Norris si concretizza nel secondo settore dell’Hungaroring, mentre Hamilton primeggia nel primo e nel terzo. Ma il sabato ungherese spariglia ulteriormente le carte negli ultimissimi secondi in pista: Verstappen resta vittima di un nuovo testacoda e chiude sesto, Russell si ferma alla fine del rettilineo principale con il motore zuppo d’acqua (dovrà sostituirlo in gara, con ulteriori pesanti conseguenze sul suo sogno iridato). In tanti devono quindi rinunciare all’ultimo giro lanciato, come Kimi Antonelli che finisce anche sotto investigazione per non aver rispettato le bandiere gialle e retrocede da quarto a settimo alle spalle anche del compagno di squadra. Il giro di Norris invece è talmente buono da permettergli l’impresa di portare la vettura numero 1 davanti a tutte le altre pur rallentando nell’ultima curva.
Hamilton è quindi battuto, ma una sua leggerezza complica ulteriormente il quadro: i commissari rilevano il suo «impeding» su Piastri (di fatto ha rallentato l’australiano nel suo giro lanciato) provocandogli un ulteriore arretramento di tre posizioni in griglia. La possibile decima pole all’Hungaroring sfuma così, mancando la chiusura di un incredibile cerchio con quella che aprì il filotto: era il 2007, e Lewis partì davanti a tutti proprio dopo la penalità inflitta all’allora compagno Fernando Alonso, che lo aveva volutamente rallentato ai box. La FIA dà, la FIA toglie – si potrebbe dire. E a distanza di vent’anni quasi esatti a ridere è ancora una volta la McLaren.
