(PRIMASPORT) SINGAPORE – Una doppia prima volta assoluta, quella della Sprint Race a Singapore ma anche di una gara di Formula 1 corsa sul circuito di Marina Bay con ancora la luce del giorno, regala tra conferme di quanto già visto domenica scorsa a Sepang: che Max Verstappen ha ampiamente ripreso la confidenza con la vittoria, che la Ferrari è in piena crescita (Lewis Hamilton e Charles Leclerc chiudono rispettivamente secondo e terzo al traguardo) e che Kimi Antonelli oltre al talento ha anche una stella estremamente benevola che lo assiste. Al volante della peggiore Mercedes dell’anno, il prodigio bolognese sfrutta il caos e i guai altrui per conquistare un quarto posto che lo proietta a +89 punti nel mondiale su un disastroso George Russell. Il tutto in un quadro reso ancora più complicato dal ritorno della pioggia.
Esattamente come successo una settimana fa in Malesia, anche a Singapore si parte in ritardo per un nubifragio abbattutosi sulla pista pochi minuti prima della partenza. Stavolta l’attesa dura però solo mezz’ora, dopo la quale non ci sono dubbi sulle gomme da montare: restano tutti sulle intermedie, cancellando questa variabile rispetto a quanto visto a Sepang. Ma Russell, che al via si prende la prima posizione bruciando Verstappen, vanifica tutto già al secondo giro con un errore che manda la sua Mercedes a muro. Secondo alle spalle dell’olandese si ritrova così Hamilton, che in griglia era addirittura sesto e conferma il suo già noto rapporto privilegiato con la pista di Marina Bay in condizioni di bagnato. La Sprint Race, già ridotta a 20 giri, ne vive di fatto appena 14 a causa della Safety Car durante la quale cadono altre pedine come tessere del domino: Perez e Stroll, incidentati tra loro, ma anche Colapinto e Hadjar per problemi tecnici. Alla fine saranno ben nove i piloti incapaci di passare sotto la bandiera a scacchi, inclusi Bottas, Bortoleto e Albon per un incredibile tamponamento a tre.
L’ultimo incidente arriva invece nell’ultimo giro, proprio mentre gli equilibri in pista iniziano a cambiare con il tracciato sempre più asciutto e le gomme delle diverse monoposto che iniziano a soffrire. Hamilton, finito a oltre quattro secondi di ritardo da Verstappen, ne recupera due e mezzo negli ultimi due giri: con una gara appena più lunga, la vittoria sarebbe stata alla portata. Chi deve sudarsi il podio della Sprint Race è invece Leclerc, nel finale più lento dell’altra Ferrari di ben due secondi al giro. Alle sue spalle si incolonnano Piastri, Norris e Antonelli, ma le McLaren buttano tutto alle ortiche quando il campione del mondo azzarda un sorpasso sul compagno di squadra che manda entrambe le vetture papaya in testacoda. L’australiano si ferma, l’inglese chiude solo ottavo e spiana la strada a Kimi: per lui due posizioni regalate, tre contando quella di Russell. E il titolo di campione del mondo sembra sempre più vicino ad arrivare in carrozza. (PRIMASPORT)
