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Gabriele Targhetta argento iridato al cavallo con maniglie

(PRIMASPORT) ROTTERDAM – Dopo centotredici anni, Gabriele Targhetta, ginnasta delle Fiamme Oro, riporta l’Italia sul podio mondiale di una specialità che sembrava appartenere soltanto ai libri di storia. L’atleta della Polizia di Stato è il nuovo vicecampione del mondo al cavallo con maniglie. Un argento che vale oro per la ginnastica italiana, conquistato alle finali di specialità individuali dei Campionati del Mondo di Rotterdam 2026.

Nella Ahoy Arena, davanti agli occhi del presidente FGI Andrea Facci e di Nicola Bartolini, arrivato appositamente in Olanda per sostenere gli azzurri, Targhetta ha scritto una pagina destinata a rimanere nella memoria dello sport italiano. Proprio Bartolini, campione del mondo al corpo libero a Kitakyushu nel 2021, era stato l’ultimo ginnasta italiano a salire su un podio iridato. Cinque anni dopo, il testimone passa idealmente nelle mani del giovane specialista veneto, che completa una stagione straordinaria, iniziata con i successi in Coppa del Mondo, proseguita con il titolo europeo conquistato a Zagabria e culminata con questo argento mondiale.

Il 15.233 di Targhetta, costruito su una difficoltà di 5.900 e un’esecuzione da 9.333, racconta soltanto in parte la qualità di una prestazione impeccabile, proposta in una final eight nella quale nessuno degli otto protagonisti ha commesso errori decisivi. Una sfida di altissimo livello, giocata sulla pulizia dei movimenti, sul ritmo e su differenze infinitesimali. A conquistare il titolo mondiale è stato l’armeno Hamlet Manukyan, autore di un esercizio valutato 15.300, appena 67 millesimi più del brianzolo veneto, nato a Monza ma cresciuto a Mestre. Sul terzo gradino del podio è salito un altro armeno, Mamikon Khachatryan, bronzo con 15.000.

Targhetta, terzo nelle qualificazioni con 14.833, ha saputo alzare ulteriormente il livello nel momento più importante, migliorandosi di quattro decimi, raggiungendo il personale più alto della sua giovane carriera e dimostrando una maturità agonistica impressionante. Per l’Italia è una medaglia dal significato storico enorme. Bisogna infatti tornare indietro fino ai Mondiali di Parigi del 1913 per ritrovare un nostro connazionale sul podio planetario del cavallo. Allora furono Giorgio Zampori e Osvaldo Palazzi a conquistare rispettivamente l’oro e l’argento. Due anni prima, a Torino 1911, la specialità aveva già regalato all’Italia un titolo mondiale con Palazzi e due argenti con Zampori e Paolo Salvi. Cinque medaglie concentrate in appena due edizioni, agli albori della ginnastica artistica. (PRIMASPORT)

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