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Coppa del Mondo alla Spagna che domina l’Argentina e la supera ai supplementari

La Spagna è campione del mondo. Con merito. Per la seconda volta. Come nel 2010. Allora, dopo due anni, arrivò il titolo continentale. A questa Coppa del Mondo, invece, la Roja si è presentata da campione d’Europa, dimostrandosi decisamente la squadra tecnicamente più forte e quella che gioca meglio. Al New York New Jersey Stadium la squadra di De La Fuente ha fatti la storia. L’Argentina, arrivata con fatica fino all’ultimo atto, si è spenta insieme al suo capitano Lionel Messi. Al termine dei 90 minuti regolamentari, chiusi a reti bianche, ci si è chiesto come abbia fatto una Nazionale come la Spagna, pure  mantenendo il totale controllo della finale di Coppa del Mondo, a non riuscire a segnare a un’Argentina mai così passiva e finendo per disputare, addirittura in superiorità numerica, i tempi supplementari? La risposta è arrivata al minuto 106, quando Ferran Torres ha scaricato in rete sfruttando l’assist di testa di Nico Williams. E’ stato questo l’epilogo di una partita per niente spettacolare, con la squadra di Scaloni in evidente difficoltà, acuita dalle scelte di formazione e probabilmente dalla gestione dei cambi. Poco conta che i due difensori centrali argentini siano costretti a uscire, perché il baricentro è rimasto basso. La Roja, con un possesso palla asfissiante, ha costretto l’Albiceleste in copertura assediandone la metà campo. Mai in partita e lungamente isolato Leo Messi, la Spagna ha fatto girare palla con maestria producendo un’efficace interdizione e impedendo di fatto qualsiasi sortita avversaria. Il portiere albiceleste Martinez ha impedito il passaggio virtuale del testimone da Messi a Yamal, neutralizzando al 19enne talento spagnolo un calcio di punizione destinato in fondo al sacco. In effetti, c’è voluto il miglior Martinez per evitare all’Argentina di andare sotto nei 90 minuti. Una delle più grandi occasioni della partita è stato il colpo di testa di Ferran Torres, su un cross di Yamal, respinto alla grande da Martinez. In casa argentina si parlerà a lungo della scelta operata da Scaloni di non impiegare Lautaro Martinez. Ma anche di come Enzo Fernandez, già ammonito, sia sia fatto espellere per un fallo evitare a centrocampo qualche minuto prima del triplice fischio. L’orgoglio, misto alla disperazione, è venuto fuori solo al 120’ quando Cubarsi ha impedito un tocco sotto misura che avrebbe rimesso tutto in discussione. Messi abdica e Yamal, pure non al meglio della condizione fisica ma sempre capace di tocchi preziosi, si fregia del titolo mondiale, insieme a compagni di squadra come Rodri, il faro del gioco spagnolo, migliore giocatore del Mondiale e sicuro candidato al Pallone d’Oro.

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