Tensione a mille tra Inghilterra e Argentina che ad Atlanta, in palio la finale, non se le mandano a dire facendo prevalere per tutto il primo tempo le spallate e l’aggressività a tutto campo sulla linearità del gioco. Il nervosismo non sbollisce e la partita resta congelata. Ma nella ripresa accade di tutto, con l’Inghilterra che, dopo avere rischiato di capitolare su incursione di Alvarez fermato dal portiere Pickford, trova l’affondo vincente andando a segno dopo dieci minuti con Gordon. Ed è a quel punto che l’Albiceleste reagisce, trascinata dal suo numero 10, mentre la squadra di Tuchel abbassa pericolosamente il baricentro facendosi schiacciare nella propria area. Spence anticipa Simeone al momento della battuta a rete, ma il segnale di allarme è chiaro. Bellingham e Kane si eclissano letteralmente, Messi illumina e macina assist, scodellando palloni calibrati per colpi di testa che Pickford neutralizza con grande reattività e senso della posizione, ma anche con l’aiuto del palo. Enzo Fernandez fa le prove balistiche dalla distanza, ma è proprio lui a trovare il pareggio, sfruttando un retropassaggio di Messi che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto corto, lo mette in condizione di scaricare un destro forte e angolato su cui Pickford non arriva. L’Inghilterra è come un pugile alle corde, una rasoiata di Mac Allister si stampa sul palo. Corre il 92’ quando Messi dalla destra disegna una traiettoria con il contagiri per la testa di Lautaro Martinez che si erge tra le maglie bianche avversarie e schiaccia in rete, mandando in delirio il popolo albiceleste. Settima finale della storia per l’Argentina che domenica 19 luglio proverà a conservare il titolo mondiale conquistato in Qatar. Solo Italia e Brasile sono riusciti nel bis. La squadra di Scaloni affronta la Spagna campione d’Europa. Una sfida stellare che tiene vivo il mito di Maradona, quarant’anni dopo l’epopea dell’Azteca, e celebra la grandezza di Lionel Messi, che mantiene limpida la sua immensa classe e un atletismo straordinario. A 39 anni e 21 giorni, Lionel Messi è diventato il giocatore di movimento più anziano a scendere in campo in una semifinale di Coppa del Mondo, battendo i precedenti detentori del record: Fritz Walter e Gunnar Gren, che avevano entrambi 37 anni e 236 giorni quando si affrontarono rispettivamente per la Germania Ovest e la Svezia nel 1958. Per l’Inghilterra, invece, sfuma il sogno di tornare a giocare una finale 60 anni dopo quella vinta a Wembley.
I Tre Leoni ai piedi di Messi, Argentina in finale con una rimonta da favola
