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Atalanta frenata dal Kairat Almaty, Krstovic evita la sconfitta

(PRIMASPORT) BERGAMO – L’Atalanta non va oltre l’1-1 contro il Kairat Almaty, al termine di una gara in cui i nerazzurri faticano a concretizzare le occasioni create e rischiano la sconfitta contro una formazione kazaka compatta e risoluta. Dopo un primo tempo chiuso a reti inviolate, con l’Atalanta incapace di concretizzare negli ultimi venti metri, è il Kairat a sbloccare il risultato all’80’ della ripresa con Marc Gual, autore di una discesa conclusa con un tiro secco alle spalle di Carnesecchi. La reazione nerazzurra, dopo i cambi di Sarri che ridisegnano il reparto avanzato, porta al pareggio firmato da Krstovic, ma non basta per completare la rimonta. Una serata complicata per la squadra di Sarri, frenata anche dalle parate di Anarbekov e dalla scarsa precisione sotto porta. Una mezza ripartenza dopo la prima parte del ritiro seguito alla sconfitta in campionato con il Parma. In Conference League, invece, il ruolino di marcia dell’Atalanta conta una vittoria, un pareggio e una sconfitta.

LA CRONACA

Sarri recupera Scamacca, schierandolo come vertice offensivo, e tiene in panchina Ederson, De Ketelaere e Zappacosta. Davanti a Carnesecchi confermati Scalvini e Obric centrali, difensori esterni Idele (esordiente da titolare) e Bernasconi. A centrocampo Pasalic e Elmas, sulla trequarti Sulemana, Samardzic e Rowe. Seconda volta sulla panchina del Kairat Almaty per Zhora Arutunyan, tecnico classe ’92 promosso dalla Primavera alla prima squadra le dimissioni di Rafael Urazbakhtin, in carica dal 2024. Kazaki schierati con il 5-3-2. Dopo 4 minuti di gioco l’Atalanta si avvicina per due volte al gol del vantaggio con Rowe, che ci prova prima dal limite con un tiro forte e reso neutralizzato e deviato da Anarbekov e poi con un colpo di testa che supera la traversa. All’11’ il Kairat rischiat l’autogol con un retropassaggio di Kasabulat in direzione del suo portiere, rivelatosi troppo forte e che finisce di poco a lato. Dopo un quarto d’ora in cui il blocco arretrato kazako, rinforzato dai trequartisti, fa muro alle azioni offensive dell’Atalanta, è ancora Rowe a calciare dal limite, con respinta del portiere del Kairat. Al 29’ i kazaki si rendono pericolosi chiamando in causa Carnesecchi per due volte, prima con Marc Gual, che trova la respinta del portiere nerazzurro e poi con Gustavo Mendonca. Immediata la risposta della Dea con Pasalic che crea una bella azione con l’aiuto di Scamacca ed Elmas, trovandosi poi a tu per tu con Anarbekov, ma sbaglia la conclusione. Al 35’ il Kairat spreca un’occasione con Gual, su assist di Edmilson. Al 42’ Samardzic dall’area, su assist di Sulemana, calcia di sinistro puntando l’angolino, ma Anarbekov para.

Il secondo tempo inizia con un cambio per la Dea, con l’ingresso di Ederson al posto di Sulemana. Dopo due minuti di gioco prova Rowe con un destro a giro che termina alto. All’8’ arriva il gol del vantaggio per il Kairat Almaty. Marc Gual scatta su un lancio in profondità e nonostante l’inseguimento di Obric, Bernasconi e Scalvini, arriva in area e mette alle spalle di Carnesecchi. Di fronte all’efficacia offensiva, al 13’ Sarri sostituisce Samardzic e Rowe con De Ketelaere e Zalewski. Un minuto più tardi quest’ultimo crossa per Idele che calcia al volo alzando troppo la mira. Al 18’ Arutyunyan attua un doppio cambio facendo subentrare Jukkola e Bekbolat per Tuyakbayev ed Edmilson. PAl 22’ nuovo cambio annunciato per Sarri che fa entrare Krstovic al posto di Scamacca. Si susseguono i tentativi dell’Atalanta di pareggiare, prima con Zalewski che calcia di destro ma trova il muro della difesa kazaca, poi Elmas ci prova dal limite ma Anarbekov respinge. Al 28’ un cambio per parte. Arutyunyan fa entrare Tapalov al posto di Marc Gual, mentre Sarri Zappacosta al posto di Bernasconi. Al 35’ occasione d’oro con Ederson in mezza rovesciata nell’area piccola su cross di Zalewski, ma Anarbekov fa muro. Passa un minuto e la Dea trova il pari con Krstovic sul secondo palo su assist di Obric. Al 37’ ultimi due cambi anche per i kazaki che vedono la sostituzione di Gustavo Mendonca e Kassabulat con Sadybekov e Baibek. Al 45’+4 l’Atalanta prova a pescare il jolly con Pasalic che colpisce con il collo del piede superando la traversa.

TABELLINO

ATALANTA-KAIRAT ALMATY 1-1

ATALANTA (4-2-3-1): Carnesecchi 6 Idele 6 Scalvini 5.5 Obric 6 Bernasconi 5 (28’ st Zappacosta 6) Pasalic 6 Elmas 6 Sulemana 5.5 (1’ st Ederson 6) Samardzic 5 (13’ st De Ketelaere 6.5) Rowe 6 (13’ st Zalewski 6) Scamacca 5 (22’ st Krstovic 7). A disposizione: Sportiello, Sonzogni, Isoa, Levak, Steffanoni, Navarro. Allenatore: Sarri
KAIRAT ALMATY (5-3-2): Anarbekov 6 Mrynskiy 5.5 Shirobokov 6 Martynovich 6 Kassabulat 6 (37’ st Baibek sv) Luis Mata 6 Tuyakbayev 6 (18’ st Jukkola 5.5) Gustavo Mendonca 6 (37’ st Sadybekov sv) Oksanen 6 Marc Gual 6.5 (28’ st Tapalov 6) Edmilson 6 (18’ st Bekbolat 5.5). A disposizione: Kalmurza, Kurgin, Birkurmanov. All. Arutyunyan

Arbitro: Weinberger (Aut) 6 Assistenti Heidenreich (Aut) e Kolbitsch (Aut), IV Ufficiale: Ebner (Aut); V.A.R. Kijas (Aut), A.V.A.R. Spurny (Aut).

Marcatori: st 8’ Marc Gual, st 36’ Krstovic
Ammoniti: Gustavo Mendonca, Sulemana, Obric, Scamacca, Mrynskiy, Jukkola, Bekbolat
Recupero: 3, 4

VOCE DEGLI ALLENATORI

“Era difficile pensare di guarire stasera che abbiamo inventato una formazione dalla miriade di difficoltà in cui ci ritroviamo” Queste le prime parole di Maurizio Sarri nella conferenza stampa post-partita. “Sicuramente si poteva fare meglio, perché come sempre ultimamente abbiamo regalato un gol agli avversari e nella fase di impostazione bisogna essere più veloci materialmente e mentalmente, perché quando troviamo chiuso le difficoltà per noi aumentano – ha continuato –. Potevamo fare qualcosa di meglio. Sono contento per Idele che per la prima volta ha fatto 90 minuti con noi e ha fatto una buona partita. La possibilità di passare il turno esiste ancora. Bisogna attendere momenti migliori, ritrovare più giocatori possibili, migliorare in diverse cose”. L’allenatore ha poi sottolineato che i quattro in posizione di difesa sono tutti frutto del settore giovanile. Anche questa volta è stata evidenziata la vulnerabilità per quanto concerne l’aspetto mentale, aggiungendo però che “a livello di voglia si può dire poco, perché hanno cercato il risultato fino al 95’”. Come nella scorsa partita di campionato, questa sera non sono mancati i fischi da parte del pubblico: “Noi siamo in debito con il pubblico – ha dichiarato il mister –. C’è la delusione del risultato e ti fischiano all’uscita, ma hanno fatto il tifo per 90 minuti. Prima o poi bisogna ripagarli in maniera importante”. Ad oggi i giocatori sono in ritiro e lo saranno fino a domenica, quando giocheranno a Monza, e stanno lavorando principalmente sull’aspetto mentale: “Giocando ogni tre giorni non ci alleniamo praticamente mai. Abbiamo fatto tanta tattica a luglio e agosto, ma la situazione dal punto di vista tattico è di difficile gestione. Lavoriamo sulla testa, sullo stare insieme, sul trovare obiettivi collettivi che ci accomunino il più possibile. La relazione interpersonale e l’andare a sacrificarsi l’uno per l’altro aumentano in questo senso” ha detto. Riguardo la situazione infortunati, poi, Maurizio Sarri ha sottolineato come quelli che si vedono in campo ad oggi è perché sono quasi fuori dall’infortunio. Ad oggi i più papabili per un rientro più rapido sono Kolasinac e Kessie, che però ad oggi non hanno ancora svolto allenamento in gruppo. Il lavoro da fare è comunque ancora tanto e soprattutto il lavorare sulle difficoltà presenti: “Bisogna lavorare anche su chi sta giocando perché c’è la possibilità che possano fare meglio. 8 partite in 23 giorni e avere 23 giocatori anziché 13 cambierebbe le cose” ha detto. Infine, come singoli, sono stati citati Scamacca e Krstovic. La scelta di inserire Scamacca dal primo minuto è stata legata al fatto che Krstovic rientrava tra i cinque che avevano valutazioni non in linea con la media personale e, pertanto, c’erano segnali di pericoli di infortunio. A detta di Sarri, per Scamacca si è rivelata una partita difficoltosa. In Krstovic, d’altro canto, ha riconosciuto doti da possibile leader. “Questa carica agonistica che ha può diventare trascinante come esempio” ha concluso. (PRIMASPORT)

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