MADRID – Le premesse parlavano di una domenica folle, contraddistinta da interruzioni, incidenti, Safety Car e bandiere rosse, ma a conti fatti il temuto Madring regala una giornata completamente diversa. Che rispecchia, però, gli equilibri sempre più consolidati dalla Formula 1 nel 2026: per l’ottava volta nel corso della stagione trionfa infatti Kimi Antonelli, primo italiano della storia a conquistare il Gran Premio di Spagna e – a 20 anni e 19 giorni d’età – più giovane pilota di sempre a vincere su un circuito inedito. Ma il suo successo è stavolta figlio di altrettante beffe subite dai campioni che lo accompagnano sul podio: Max Verstappen secondo e Lando Norris terzo. Quarto chiude invece Charles Leclerc, che al volante della Ferrari tenta un azzardo non redditizio come era lecito sperare. Ma la prestazione della sua SF-26 può stavolta far sorridere Maranello, nonostante il ritiro pressoché immediato di Lewis Hamilton dovuto da un problema di affidabilità.
I fuochi d’artificio, che appassionati e anche piloti si aspettavano per l’intera durata della gara, si concentrano in realtà nel primo giro del Madring. Norris, forte della straordinaria pole position del sabato, al via è molto aggressivo sull’arrembante Antonelli e conserva la prima posizione anche su Hamilton, forse autore del migliore spunto in assoluto dalla quarta casella della griglia. L’inglese della Ferrari deve però accontentarsi della terza posizione, che torna quarta quando Verstappen lo sopravanza con un taglio della prima chicane. Irregolare, forse, per la FIA: in Red Bull non si fidano e chiedono all’olandese di restituire la posizione all’eterno rivale. Peccato che, dopo un attacco su Norris con ulteriore taglio della pista, Kimi si ritrovi alle spalle anche di Max che quindi deve lasciarne passare due. E la Rossa numero 44 è particolarmente lenta: in realtà è già alle prese con un guasto ai freni, che porterà al ritiro al settimo giro. Ma la posizione gli viene ugualmente restituita, e la giornata di Verstappen ne risulterà non poco compromessa.
Ma non è tutto: al giro 15 arriva un guasto sorprendentemente simile a quello di Hamilton, che però colpisce l’Aston Martin di Lance Stroll. Il canadese pasticcia nel gestire le operazioni di ritiro, ma ancora peggio fa la direzione gara che ordina la Virtual Safety car quando Norris primo ha già tagliato il traguardo superando l’ingresso ai box, mentre Antonelli, Verstappen e coloro che seguono no. Un marchiano errore di valutazione che nei fatti regala un cambio gomme a tutti gli inseguitori a discapito del leader della corsa, che provvede un giro dopo quando però si è già ripreso a correre normalmente. La McLaren numero 1 deve ricostruire un Gran Premio di Spagna che aveva meritatamente tra le mani, ritrovandosi quinta. In testa c’è invece la Ferrari di Charles Leclerc, senza soste effettuate perché partita con gomme hard. L’idea è semplice: alla prossima interruzione arriverà il pit stop, con un importantissimo guadagno di posizioni in classifica. Ma la successiva interruzione non arriva.
Il Madring, dopo essersi rivelato una trappola costante per i piloti di F2 e F3, non inganna più nessuno in Formula 1 e il Gran Premio di Spagna si conclude senza reali incidenti. Ci sono piccoli errori, tagli di pista, lievi contatti con le barriere, ma nulla che stravolga gli equilibri del Gran Premio di Spagna. Il resto lo fa la prevista difficoltà di superare sul nuovissimo circuito iberico, che si rivela a conti fatti prossima all’impossibilità: la riprova arriva negli ultimissimi giri, in cui Norris tenta in tutti i modi di sopravanzare Verstappen per il terzo posto, ma invano. E dopo i 26 sorpassi effettuati a Monza dal solo Antonelli, qui ne entrano a referto solo due in tutto. Ed entrambi sono frutto delle circostanze: al 35esimo giro Russell passa Lawson per un errore del suo avversario, al 45esimo Piastri infila Lindblad con un evidente vantaggio di vettura e gomme.
Proprio le gomme rappresentano l’ultima variabile, che stavolta sorride in parti alla Ferrari: Leclerc completa 48 giri su 57 con le hard, Russell chiude alle sue spalle dopo essere riuscito a farne appena 13 con le medie. L’impressione è che, alzando il livello delle prestazioni in qualifica e con la crescita che l’ADUO-2 dovrebbe garantire al suo motore, la Rossa possa giocarsela alla pari con le altre big su piste con le caratteristiche del Madring. Lo 0 in classifica di Hamilton ha però un peso specifico monumentale: ora Antonelli inizia ad essere davvero troppo lontano in classifica per sperare in un ribaltone di fine anno, mentre anche la seconda Mercedes si ritrova a -81 punti. E per Kimi, che a Madrid condivide il podio con i due più recenti campioni del mondo, il momento del conto alla rovescia sembra avvicinarsi sempre di più.
