(PRIMASPORT) ROTTERDAM – Duecentotrentadue millesimi. Una distanza quasi impercettibile, sufficiente però a separare il traguardo dal suo raggiungimento. È questo il margine che divide la Nazionale italiana maschile dalla finale a otto dei Campionati del Mondo di ginnastica artistica di Rotterdam. Gli azzurri chiudono le qualificazioni al nono posto con 242.495 punti, immediatamente alle spalle della Colombia, ottava a quota 242.727. Un epilogo che lascia inevitabilmente un pizzico di amarezza, soprattutto per quanto mostrato nel corso delle sei rotazioni, ma che non cancella il valore di una prestazione complessiva impreziosita da tre qualificazioni alle finali individuali.
Il gruppo guidato dal coach Giuseppe Cocciaro, con Yumin Abbadini, Mario Macchiati, Niccolò Vannucchi, Simone Speranza e Gabriele Targhetta – oltre alla riserva Riccardo Villa – ha affrontato la sua quinta suddivisione con l’ambizione di confermare l’ItaliaGAM nell’élite del Pianetta dei Grandi Attrezzi. Un obiettivo sfiorato al termine di una gara combattuta, nella quale alcune imprecisioni hanno inevitabilmente inciso sul punteggio complessivo, senza compromettere la capacità degli azzurri di reagire e restare competitivi fino all’ultimo esercizio.
La classifica definitiva, completata anche la sesta e ultima suddivisione, vede il Giappone dominare il concorso di ammissione con 254.529 punti, davanti alla Gran Bretagna (251.460) e alla Russia (249.162). Quarta la Cina con 247.493, seguita dagli Stati Uniti (245.961), dalla Svizzera (244.430), dai padroni di casa dei Paesi Bassi (242.995) e, appunto, dalla Colombia (242.727). Sono queste le otto nazionali che si contenderanno il titolo iridato 2026 e i tre pass olimpici diretti per Los Angeles 2028. L’Italia è la prima delle escluse, appena 0.232 punti sotto la linea della qualificazione e a mezzo punto dagli olandesi.
Sesta ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, la rappresentativa FGI si è presentata a Rotterdam – nel primo confronto a squadre del nuovo quadriennio – con una formazione in parte ringiovanita, nella quale soltanto Yumin Abbadini e Mario Macchiati erano presenti a Bercy, due anni fa, nella spedizione francese a cinque cerchi. Un ricambio generazionale che richiede tempo, ma che ha già mostrato segnali incoraggianti.
Rotterdam regala anche una qualificazione al Concorso Generale individuale maschile. Yumin Abbadini conclude le qualifiche all around al tredicesimo posto con il personale di 81.065 punti, conquistando l’accesso alla finale a 24 di giovedì 22 ottobre. A guidare la classifica del concorso generale, al momento, è il giapponese Shinnosuke Oka con 85.098 punti, davanti al connazionale, il campione in carica Daiki Hashimoto, secondo con 84.632, e al russo Arsenii Dukhno, terzo con 83.866. Saranno loro i principali riferimenti nella corsa al titolo 2026, in una finale nella quale, ovviamente, i punteggi del Q1 verranno azzerati. (PRIMASPORT)
