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Atalanta verso l’esordio in Conference League con il Pafos, Sarri predica umiltà

(PRIMASPORT) BERGAMO – L’Atalanta si prepara a tornare protagonista sul palcoscenico europeo con il Pafos prossimo avversario in Conference League. Alla vigilia della sfida, l’allenatore Maurizio Sarri e il portiere Marco Carnesecchi sono intervenuti in conferenza stampa per presentare il match, soffermandosi sulle ambizioni europee della Dea e sul percorso di crescita della squadra. Il tecnico ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’umiltà e sulla necessità di non sottovalutare alcun avversario, mentre l’estremo difensore ha ribadito la fiducia nel potenziale del gruppo, sottolineando i progressi compiuti e la volontà di continuare a migliorare.

La conferenza stampa ha preso il via con le riflessioni da parte di Sarri riguardo il fitto calendario, le scelte tattiche e gli aspetti da perfezionare per affrontare al meglio il cammino europeo. “Quando giochi ogni tre giorni il tempo per preparare le partite non esiste – ha commentato. – Mio pensiero personale è che a me questo calcio non fa impazzire e la penso un po’ come le nostre curve. Il calendario è questo e ci dobbiamo arrivare più pronti possibile. Chi giocherà non lo so, dipenderà dalle preparazioni di oggi e domani mattina. Per noi è importante tenere in ballo più giocatori possibili”. Tornando ad analizzare l’ultima partita di campionato contro il Venezia, Sarri ha detto di aver visto espressi nel primo tempo valori che non erano ancora emersi, in particolare dal punto di vista fisico. “Nel primo tempo ci sono stati baricentro alto e ripartenze corte e dirette; nel secondo tempo baricentro basso e ripartenze più complicate, inoltre in inferiorità numerica. Il Venezia ha messo in difficoltà tutti, non solo noi” ha concluso. Parola d’ordine per mister Sarri è l’umiltà: “Mi aspetto la classica partita europea, una partita difficile. Bisogna prendere atto dei cambiamenti avvenuti negli ultimi tempi. Il Pafos è una buona squadra, con valori tecnici e calciatori portoghesi con ottime qualità di palleggio. Penso che l’umiltà nel calcio che si sta delineando in questo momento sia la qualità essenziale. Tutte le squadre prima o poi nell’arco dei 90 minuti ti mettono in difficoltà”. L’allenatore ha poi descritto la squadra greca di livello, aggiungendo che “se il livello di una squadra uno lo guarda in base al nome o al numero di trofei vinti in passato, è superficialità. Per noi non deve rappresentare una sorpresa che siano a un livello elevato e che potrebbero metterci in difficoltà”. In pratica, mentalità tipica bergamasca del testa bassa e lavorare. In ogni caso, Sarri sta vedendo sempre più elementi di miglioramenti nei suoi giocatori: “La personalità si allena fuori e dentro dal campo. Bisogna dare fiducia. Con il Venezia ho visto aspetti positivi e la squadra che ha avuto un buon ingresso in partita, con voglia di fare. Un altro segnale positivo l’ho visto quando siamo rimasti in inferiorità numerica, ho visto la squadra che si è inferocita. Abbiamo perso il controllo della partita ad un certo punto, o meglio, abbiamo fatto diventare la partita un campo aperto con un’occasione per parte e questo non mi piace, soprattutto quando siamo sopra di due gol. Nel finale ho preferito tornare ai tre centrocampisti proprio per questo motivo”. Infine, un commento sui singoli De Ketelaere e Carnesecchi. Riguardo CDK, dato che negli ultimi tempi in Nazionale ha giocato più accentrato e si è trovato bene, e stanno provando quest’altro modulo (il 4-2-3-1), il mister ha deciso di metterlo alla prova in quella posizione. Rispetto al portiere, ha concluso: “il problema è che non lo posso fare giocare in mezzo al campo. È uno di quelli a cui io non perdonerò mai niente perché ha le potenzialità di fare la differenza e lo pretendo”.

La parola è poi passata proprio all’estremo difensore, che per prima cosa ha ringraziato l’Atalanta per quello che ha fatto per lui quando era più giovane e quando è rientrato dopo diversi prestiti. Carnesecchi ha continuato dicendo che per lui è uno stimolo essere un aiuto per la squadra: “Mi dà consapevolezza e quindi sono felice perché riempie il mio bagaglio di esperienze. È positiva anche la scelta di cambiamento fatta dalla società. Sono felice di essere determinante in partita”. Nel corso della conferenza stampa è emerso che i bookmakers danno l’Atalanta tra le favorite. “È una cosa che deve farci sentire una squadra forte nell’ambito europeo, anche perché in Conference negli ultimi anni il livello si è alzato molto. L’unico scoglio in questo momento siamo noi stessi. Bisogna essere spavaldi, propositivi e andare forte” ha sottolineato. E su dove può arrivare la squadra, il portiere ha ritenuto giusto non porsi dei limiti, che potrebbero solamente frenare la corsa e il potenziale. “La società ha fatto un lavoro sul mercato e sula scelta dell’allenatore importante. In questo momento vedete un’Atalanta un po’ diversa, più compatta. Sapersi difendere bassi è importante ed è una caratteristica che ci è sempre mancata ed è una cosa che ci porterà risultati” ha aggiunto. Infine, e soprattutto in ottica di miglioramento della propria persona, Carnesecchi ha detto di non riuscire ancora a dominare il gioco aereo, su cui sta lavorando. “Va meglio rispetto all’anno scorso e voglio migliorare ancora di più perché mi darebbe benefici e inoltre sono una persona che non si è mai fermata e che ambisce ad essere il migliore. Nel contempo, i piedi sono migliorati tanto” ha concluso. (PRIMASPORT)

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