BERGAMO – L’Atalanta torna a sfidare il suo ex allenatore Gian Piero Gasperini, stavolta anche con una filosofia tattica completamente diversa. Quella che Maurizio Sarri sta inculcando alla sua rosa di giocatori, passati alla difesa a quattro e alla marcatura a zona. Al tecnico giallorosso, che ha definito Roma-Atalanta una prova di forza, Sarri risponde ribadendo grande stima nei suoi confronti e riflettendo che si tratta di una partita bella e importante, ma difficile tra una squadra che ha 14 mesi di lavoro alle spalle e una in costruzione da 45 giorni. “La Roma era una squadra forte, che si è rinforzata ulteriormente, e pronta a lottare per il titolo. Mi meraviglierei se non lottasse per lo scudetto fino alla fine”. L’Atalanta arriva all’Olimpico dopo avere disputato quattro partite in undici giorni. Detto del recupero di Kristensen, che figura tra i 23 convocati, Rowe è arrivato a Bergamo più allenato, mentre Kessie deve recuperare appieno la condizione atletica. Il nazionale ivoriano, reduce dal Mondiale, è giudicato da Sarri un giocatore forte e intelligente, da impiegare sia da mezzala che come vertice basso. Quanto allo stato di salute dell’Atalanta, l’allenatore ribadisce che il nuovo corso è stato avviato con tutte le difficoltà del caso, tenuto conto che molti giocatori sono rientrati a singhiozzo dopo il Mondiale e di alcuni infortunati che non hanno potuto allenarsi. Uno di questi è De Ketelaere. “Dal punto di vista tecnico io lo considero un fuoriclasse, che fino a ora mi ha lasciato la sensazione che sia utilizzato solamente ai 60-70% ma che ha margini enormi per essere più continuo e risolutivo”. “Considerato che i nuovi sono arrivati a fine mercato, la squadra è a un livello più basso rispetto a quello che potrà esprimere fra qualche tempo”, ha osservato Sarri, che nel prosieguo della conferenza stampa si è soffermato sul comportamento dei difensori, che stanno facendo bene individualmente, non altrettanto ancora come reparto. “Non siamo in questo momento in grandissime condizioni fisiche – ha aggiunto – L’importante nel calcio è avere in panchina giocatori, soprattutto offensivi, che non entrano in campo con la consapevolezza di poter contribuire a risolvere la partita. Se riusciamo a mantenere questa mentalità dalla panchina, continueranno ad arrivare punti”. Chi è il Malen dell’Atalanta? “Non abbiamo un giocatore con le sue caratteristiche. Malen ha grandi qualità tecniche, in area di rigore è velenoso, nell’attacco e nella profondità è un tempista eccezionale, un giocatore difficile da controllare. Noi abbiamo tante soluzioni, tutte di ottimo livello, speriamo che una di queste diventi importante all’interno della partita”.
All’Olimpico partita bella e difficile, Maurizio Sarri rivive il derby con i giallorossi
