(PRIMASPORT) TRENTO – Dal Festival dello Sport di Trento rimbalzano le parole di Sofia Goggia, che ha raccontato il suo stato di salute minato da una doppia infezione virale, una combinazione rara nelle persone adulte e per la quale non esiste una cura specifica. “Devo solo aspettare che passi”, ha detto la campionessa bergamasca, ricostruendo come si è manifestato il campanello d’allarme mentre si trovava a Ushuaia in Argentina per gli allenamenti in vista dell’avvio della stagione di Coppa del Mondo. In una intervista rilasciata a Sky Sport ha spiegato come accusasse malori insoliti
“A Ushuaia sciavo anche bene e forte come al solito, poi ho iniziato ad accusare dolori articolari particolarmente forti, intensi e strani, rispetto ai soliti dolorini che si gestiscono con gli antinfiammatori”. Fino al senso debolezza alle gambe, al punto da non riuscire a fare le scale. Una difficoltà accompagnata da affaticamento e spossatezza certamente non normali in un’atleta come lei. “Mi sono accorta che c’era qualcosa che non andava camminando, già a luglio non mi ero sentita bene, avevo avuto un po’ un tracollo a livello di energia ma pensavo fosse il caldo dell’estate estremamente anomala unita ai sovraccarichi di lavoro”. Tornata in Italia, Sofia Goggia si è sottoposto a una serie di esami in ospedale, dove le hanno riscontrato, ricostruendo tutto dai valori del sangue, le conseguenze della punture di una zanzara infetta che le ha trasmesso il virus della Chikungunya, e in seguito di avere contratto anche il Parvovirus B19, che solitamente colpisce i bambini piccoli, ma nei rari casi in cui è presente in un adulto genera sintomi neurologici con forti dolori articolari e senso di spossatezza. “Non c’è una cura, sto aspettando che passi, sicuramente la fase acuta l’ho passata, ma ho ancora parecchi strascichi. Ho delle giornate in cui sto meglio, altre in cui mi alzo e mi sento a terra”.
“Sto usando la mia arma migliore che è la forza di volontà, la voglia di riscatto, il mio non mollare” – ha aggiunto la pluricampionessa olimpica e mondiale, che ha rivendicato giustamente la sua capacità di uscire dalle situazioni difficili. “A questo giro non posso usare queste mie armi, è una cosa che non controllo direttamente io, cerco di aiutare il mio corpo a recuperare il prima possibile. Ci sono giornate in cui mi sento bene e vado ad allenarmi, seppure con una intensità molto ridotta rispetto al solito, altre in cui mi alzo la mattina e mi sento affaticata. Non è tanto lo sci che mi preoccupa in sé. Ho costruito una carriera mettendo le pezze qua e là tra i vari infortuni, quindi so come si fa. Ma per stare sugli sci prima devo stare bene, devo essere mentalmente lucida e coordinata motoriamente”, ha concluso Sofia Goggia, non senza promettere a sé stessa e agli sportivi di riprendersi prima possibile per tornare a sciare forte come sempre. (PRIMASPORT)
