Andrea Pirlo ha affidato ai propri profili social un lungo post da cui si evince la grande amarezza per il sentimento divisivo seguito alla sua candidatura a ct della Nazionale italiana avanzata da Maldini e Leonardo, che lo vedevano al centro del nuovo progetto tecnico e organizzativo. Pirlo ha risposto sui social a quanti si sono detti contrari a una sua possibile nomina a ct dell’Italia a causa dei legami professionali e commerciali con la Russia. “Mi auguro che Pirlo possa portarci ai risultati sperati. Un azzardo parlare di Guardiola” aveva dichiarato sabato scorso a Sky Tg 24 il ministro dello sport e dei giovani Andrea Abodi, che così si era espresso favorevolmente sulla proposta di portare sulla panchina azzurra il campione del mondo 2006. Invece, ha preso il sopravvento il partito contro e Pirlo ha sentito il bisogno di rompere il silenzio.
“Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana – si legge nel post di Andrea Pirlo – Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono.
Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.
Parole che riflettono un passo indietro prima che Pirlo potesse fare quello in avanti. In vista del Consiglio federale della Figc, convocato per martedì 28 luglio, doveva essere definita la rescissione del contratto che lega Pirlo allo United FC di Dubai, guidato ancora nell’amichevole disputata nel ritiro austriaco con il Red Bull Salisburgo e terminata sull’1-1. La situazione venuta a crearsi sembra escludere che Pirlo possa ricoprire il ruolo di ct della Nazionale. Al presidente della Figc, Giovanni Malagò, tocca confrontarsi con il direttore tecnico Maldini e l’advisor Ederson per non bruciare sul nascere il progetto. Dopo il “no” di Guardiola, una sorta di prima scelta, la posizione espressa da Andrea Pirlo, indicato come prima alternativa, apre uno scenario tutto da decifrare. Una cosa è certa: qualsiasi scelta dovrà essere autorevole e godere di piena fiducia.
