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Ferrari dreams of a feat at Monza with its new engine, Kimi Antonelli chasing after him

Hamilton e Leclerc

MONZA – Smaltita l’adrenalina del bollente benvenuto dei tifosi italiani in una Piazza del Duomo raramente così gremita a Milano, si inizia a fare sul serio. I piloti della Ferrari, insieme a tutti i loro colleghi e rivali, sono già a Monza in vista di un Gran Premio d’Italia che nel 2026 promette di essere ancora più adrenalinico rispetto a quanto già normalmente è. Lewis Hamilton e Charles Leclerc credono nell’impresa, forti anche dell’evoluzione che la loro SF-26 presenterà in pista: il tanto atteso ADUO-2 (si parla di 15 CV di potenza in più sul dritto). In tutto questo il padrone di casa e leader del mondiale, Kimi Antonelli, sa già che dovrà partire con l’handicap di una penalizzazione in griglia. E quindi i grandi favoriti alla vittoria dovrebbero essere l’altra Mercedes di George Russell e la McLaren, in particolare quella affidata al lanciatissimo Lando Norris. Occhio però a qualche possibile sorpresa in rosso, in un weekend interamente dedicato a Michael Schumacher.

Già ampiamente noto il fatto che la casa di Maranello omaggerà il Kaiser con una livrea ispirata alla sua prima vittoria a Monza, datata 1996 e che quindi compie trent’anni proprio quest’anno. I piloti odierni presenteranno inoltre su casco e tuta le sette stelle dei titoli che il fuoriclasse di Kerpen si aggiudicò in carriera. Sette volte campione del mondo è anche Hamilton, che dopo l’abbraccio di Milano si è concesso un regalo atteso per tutta la vita: una Ferrari F40 da lui individuata, acquistata, restaurata e presentata all’arrivo di giovedì all’Autodromo. «La sognavo da sempre, e ne volevo una che avesse una storia alle spalle e qualche km già percorso – ha raccontato il britannico -. Ho trovato questa, che nessuno guidava da 30 anni. Aveva ancora la polvere addosso, ma ha resistito al tempo. E quando hanno controllato il motore, c’era stampato sopra il numero 44. Mi è parso un segno del destino, è una macchina davvero speciale per me».

Nel frattempo, però, c’è un Gran Premio d’Italia da provare a vincere. «Ogni piccola novità può aiutare, spero che il nuovo motore lo faccia – è stato l’auspicio di Hamilton -. Per tutto l’anno abbiamo pagato un margine di 4 decimi in rettilineo, ma ora vedo un nuovo inizio. Sono fiero del lavoro che tutti stanno facendo in fabbrica, ma anche di me stesso visto che sono riuscito a convincere il team che qualcosa dovesse cambiare rispetto al 2025. Allora gli obiettivi non erano chiari, adesso lo sono. Abbiamo già ottenuto risultati straordinari, ma sono convinto del fatto che stiamo ancora spingendo e abbiamo tutto ciò che serve per vincere. Poi essere qui, a Monza, da pilota Ferrari è la sensazione più bella». Ottimismo condiviso da Leclerc: «In questo momento ragiono gara dopo gara e non penso al titolo, ma guido per la Ferrari e voglio che il mondiale vada a noi. Finché la matematica ci sostiene, continuerò a crederci. Il motore è stato il nostro punto debole, e l’ADUO-2 è di sicuro un passo verso la direzione giusta. Non vedo l’ora di provarlo in pista, lavorando come si deve potremmo fare davvero molto bene domenica».

L’Italia aspetta però anche Kimi Antonelli, primo pilota a correre la gara di casa da leader di un mondiale di Formula 1 dai tempi di Alberto Ascari. La sua Mercedes monterà però la quinta power unit stagionale, dovendo così partire dal fondo della griglia. «Partire dietro diminuirà la pressione – ha ammesso il bolognese -, certo è che potrò godermi la guida molto di più rispetto al passato. Correre a Monza regala sensazioni speciali, già molto diverse però rispetto a un anno fa. Sarà divertente cercare di rimontare, spero sia comunque una grande gara per me. Anche perché credo sia un tracciato adatto alle nostre caratteristiche». Tra chi mantiene un profilo decisamente più basso ci sono due grandi vincitori passati del Gran Premio d’Italia. Il primo è Max Verstappen, già tre volte trionfatore a Monza: nel 2022, 2023 e 2025 (nel mezzo il sensazionale successo di Leclerc nel 2024). «Non siamo contenti del nostro livello, useremo le gare restanti di quest’anno per crescere in vista del 2027», è stata la confessione del fuoriclasse della Red Bull. Ancora più abbacchiato Fernando Alonso, che nel 2010 regalò al pubblico brianzolo forse la vittoria più memorabile della sua parentesi in rosso: «Non è questa la F1 in cui siamo cresciuti, è un campionato del mondo a batterie. Devo ancora decidere il mio futuro, ma il problema non è la Aston Martin. Sono proprio i regolamenti che mi lasciano perplesso». Parole che, in assenza di certezze sul suo contratto per il 2027, potrebbero anticipare un momento temuto da tantissimi appassionati: quello in cui si ammainerà una delle ultime bandiere della vecchia generazione del Circus.

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