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Aldo Montano ancora vittima di allergia alimentare

ROMA – Non è purtroppo la prima volta che Aldo Montano si trova a fare i conti con un grave shock anafilattico provocato dalla sua allergia alla caseina. Un episodio simile aveva già fatto parlare di sé nel 2010, quando finì in ospedale dopo una cena a Milano Marittima, mentre un’altra drammatica esperienza risale al 2015, quando denunciò pubblicamente l’ennesimo ricovero dovuto alla presenza di caseina in un alimento. A distanza di anni, la storia si è ripetuta.

L’ex campione olimpico di scherma è stato infatti ricoverato all’Ospedale Santo Spirito di Roma dopo essersi sentito male in seguito a una cena in un ristorante della Capitale. A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso Montano attraverso un lungo messaggio pubblicato sui propri canali social, accompagnato da una foto che lo ritrae dal letto d’ospedale.

“Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo”, ha esordito. L’ex schermidore ha poi ricordato la gravità della propria condizione: “Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale”. Montano ha quindi spiegato che, nonostante avesse informato il personale del locale della sua allergia, qualcosa è andato storto. “Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita”, ha dichiarato. Nel suo sfogo, l’atleta ha posto l’attenzione sulla necessità di una maggiore preparazione nella gestione delle allergie alimentari. “Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto”. Un messaggio che prosegue con un richiamo diretto alla responsabilità di chi opera nella ristorazione. “Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono ‘piccole distrazioni’ quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico”. Parole che assumono un significato ancora più forte alla luce dell’esperienza appena vissuta. “Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro”, ha scritto, lanciando un appello affinché il tema venga affrontato con la dovuta serietà. “È ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore”, ha concluso. Nel finale del post, Aldo Montano ha voluto ringraziare il personale sanitario che lo ha assistito durante l’emergenza, rivolgendo un pensiero particolare alle dottoresse Roberta e Annalisa e a Tiziano del Pronto Soccorso dell’Ospedale Santo Spirito di Roma.

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